Intervista per JazzEspresso

Intervista di Luca Vantusso per JazzEspresso

Intervista ad un grande artista sempre presente quando c’è la grande musica… Alessandro Curadi.
Da Luca Vantusso di LKV Communications per

JazzEspresso – versione spagnolo
http://www.jazzespresso.com/es/jazz-art-alessandro-curadi/

https://www.jazzespresso.com/en/?s=Alessandro+Curadi – versione inglese

https://www.jazzespresso.com/zh/?s=Alessandro+Curadi – versione in cinese

Intervista di Luca Vantusso per JazzEspresso

Milano, 08-11-2017

– Come è nata la tua attività di realizzare ritratti in tempo reale?

Era il 1998 andai ad un concerto durante il festival jazz all’Arco della Pace a Milano, avevo con me la mia coperta di Linus, ovvero carta e acquerelli. Presi a dipingere quello che succedeva sul palco, emozionante tradurre in segni ciò che la musica emanava e perdersi in una trance creativa. Da li è diventata una necessità di espressione nel desiderio di riprovare sensazioni quasi “trascendentali”.

– C’è una interessante analogia con il concetto di jazz, condividi?

Si credo di essere Jazz anch’io….. io non dipingo in modo accademico però credo, da una parte, di avere un modo molto personale di dipingere e dall’altra di essere un ritrattista, ossia di avere quella capacità di cogliere quel non so che va al di là dei semplici tratti somatici di una persona. L’acquerello è una tecnica che non perdona gli errori per cui devi essere veloce, padrone del mezzo, per domarlo a tuo piacimento, cosa che impari solo con l’esercizio: in questo credo che l’analogia col jazz sia evidente. L’improvvisazione ovvero il non avere disegni preparatori e il lasciarsi andare seguendo l’energia che la musica trasmette anche in questo credo di essere jazz. Se si aggiunge un po di pazzia, di dipingere in mezzo alla gente e in condizioni precarie (al buio, in posizione non sempre felice e di spazio limitato) ecco credo veramente di essere Jazz.

– Quale feedback ricevi dagli artisti che ritrai, che spesso firmano i tuoi lavori?

Alla fine del concerto cerco di mostrare gli acquerelli che ho dipinto ai protagonisti del concerto: i musicisti. Lo stupore di essere stati inconsapevolmente ritratti ad acquerello è la reazione più comune: Hamid Drake mi disse che nel ritratto ritrovava un nonsochè di suo nonno, Freddie Hubbard mi diede il suo indirizzo e mi chiese di realizzare un acquerello per la sua collezione personale di memorabilia, Jack De Johnette mi chiese espressamente un suo ritratto al piano che avevo dipinto, oppure Gary Bartz che mi insegnò la differenza tra un sax alto e sax tenore, erroneamente avevo dipinto il sax che suonava come se fosse un sax tenore senza guardare ma basandomi sulla mia idea di sax. Les McCann mi firmò il ritratto fatto durante il concerto e poi mi chiese di fargli un ritratto nel backstage e simise in posa…

– C’è un’opera in particolare cui sei affezionato? Perché?

Sono molto affezionato ad un ritratto dei Manhattan Transfer che ho dipinto all’Estival di Lugano. Questo perché è già difficile fotografare nella testa un personaggio solo, riuscire a bloccarne 4 che si muovono sul palco contemporaneamente e realizzare un acquerello fresco e dinamico fu veramente un’impresa. Riuscii a farlo autografare da tutti e 4 nel backstage ed è stato per qualche mese l’immagine di copertina della pagina Facebook dei Manhattan Transfer stessi.

– Qual è il desiderio che se avessi una bacchetta magica esaudiresti

Mi sarebbe piaciuto conoscere Miles Davis, che tra l’altro dipingeva anche lui, Ho avuto la fortuna di vederlo suonare al Palatrussardi a Milano ma allora non dipingevo ancora.

– hai conosciuto personalmente il gotha del jazz mondiale; c’è un aneddoto che hai voglia di condividere?

Durante un festival a Bisceglie conobbi personalmente Esbjorn Svensson, pianista degli EST; io ho dipinto il gruppo durante la loro performance e lui stesso visitò la mia mostra. Qualche mese dopo mi contattò e mi comprò i ritratti che avevo dipinto al suo gruppo e li regalò al bassista Dan Berglund per il suo matrimonio. Glieli consegnai a Verona al Teatro Romano nel giorno in cui si esibirono con Pat Metheny. Fu una bella gratificazione..

Pat Metheny & Esbjorn Svensson

Watercolour on paper 35x50cm

Teatro Romano, Verona

26 giu 2004

Live Al Teatro Dal Verme foto di  Andrea Palmucci

Live al Ronnie’s Scott

 

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